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Brochure sulle vene varicose

Centro per la cura delle patologie venose

gambe di donna

 

Lo Studio Medico Gargano tratta:

  •   Ricerca, diagnosi e cura della CCSVI

  •  Insufficienza venosa e vene varicose

  •  Varicocele

  •  Emorroidi

  •  Tecnica botulinica

  •  Fillers

 

Lo Studio Medico Gargano effettua:

  •  Eco-color doppler

  •  Microscleroterapia con transilluminazione

  •  Laser endovascolare

  •  Trattamento endovascolare del varicocele

  •  Trattamento endovascolare delle emorroidi

 

 

 

 

 CCSVI-sfumato

 

Ferie

Lo Studio Medico Gargano rimarrà chiuso dall'11 al 31 agosto.

Pertanto tutte le comunicazioni e richieste durante tale periodo potranno essere inoltrate solo via email e sarà data risposta al nostro rientro in sede".

Varicocele

Una delle patologie venose più frequenti tra i giovani maschi è il varicocele

Il varicocele è una patologia che interessa il sistema vascolare del testicolo, caratterizzata da dilatazione ed incontinenza delle vene testicolari (o spermatiche) che permettono al sangue che arriva al testicolo di ritornare ad ossigenarsi.

Esiste anche il varicocele femminile, definito anche come insufficienza venosa pelvica, caratterizzato da una dilatazione delle vene ovariche che è causa di dolore pelvico cronico. 

Nel maschio esso è spesso associato ad una diminuzione della fertilità in quanto gli spermatozoi non riescono a riprodursi in maniera efficiente a causa dell'aumento di temperatura all'interno dei testicoli.

Nella donna il varicocele pelvico è spesso associato ad un dolore cronico sia durante i rapporti sessuali che a riposo.

Per una corretta diagnosi è necessario un esame eco-color-doppler accurato che permette di evidenziare il reflusso nelle vene spermatiche (nell'uomo) e nelle vene ovariche (nella donna).

Presso il nostro centro eseguiamo questo tipo di esame e successivamente siamo in grado di offrire il trattamento endovascolare.

Quest'ultimo prevede un ricovero in day hospital per l'esecuzione della flebografia e dell'embolizzazione: con questa tecnica, sotto guida angiografia, in anestesia locale,si chiude la vena dilatata causa del reflusso, con grande selettività.

La nostra casistica mostra un miglioramento dello spermiogramma nell'uomo e della sintomatologia dolorosa nella donna in più dell'80% dei casi trattati inoltre è ampiamente dimostrato come il trattamento endovascolare sia gravato da una minore incidenza di recidive rispetto al trattamento chirurgico tradizionale.

 

Trattamento del varicocele pelvico femminile
con iniezione di schiuma sclerosante sotto guida flebografica

 

Protocollo nell'intervento varicocele

Il protocollo prevede per tutti i pazienti:

Esame eco-color-doppler sia in clino che in ortostatismo con ecografo dedicato con sonda ad alta frequenza; l'esame è effettuato sia in clinostatismo (paziente sdraiato) che in ortostatismo (all'inpiedi) e vengono esaminate le vene che drenano i testicoli, il plesso pampiniforme, le vene iliache, femorali e le vene renali; il paziente viene invitato ad effettuare la manovra di Valsalva (ovvero gli si chiede di comprimere i muscoli della pancia e trattenere l'aria) questo per esaminare il flusso all'interno delle vene durante l'aumento della pressione nell'addome.
L'esame è completato con una ecografia testicolare al fine di una misurazione esatta del volume testicolare (in alcuni casi il varicocele può essere associato ad una riduzione del volume testicolare) ed eventualmente vengono evidenziate la presenza di idrocele (accumulo di liquido intorno alla tunica albuginea, membrana che riveste il testicolo) oppure di eventuali cisti o noduli. Al termine dell'esame al paziente viene rilasciato un referto dettagliato con le immagini ecografiche con la diagnosi di varicocele ed il suo grado (da 1 a 5).

Nella donna invece si utilizza una sonda endocavitaria quindi trans-vaginale per la corretta valutazione dell'utero, ovaie e delle vene che in caso di varicocele pelvico appariranno dilatate e refluenti. L'esame anche in questo caso viene effettuato sia in clino che in ortostatismo ed è sempre assistito da una infermiera qualificata presente durante l'esecuzione dell'esame.

Il paziente positivo al doppler diventa un candidato alla flebografia: questo è un esame eseguito in struttura ospedaliera in regime di day-hospital. 

Il giorno dell'intervento tutti i pazienti effettuano: visita anestesiologica (anche se non si utilizza l'anestesia totale o epidurale tutti i pazienti hanno una valutazione da parte dell'anestesista che è sempre in sala durante tutti gli interventi), visita cardiologica con elettrocardiogramma, radiografia del torace ed esami del sangue e delle urine.
Con la flebografia si conferma la diagnosi eco-color-doppler tramite la colorazione dell'albero venoso pelvico per mezzo di un catetere introdotto all'interno della vena femorale e l'iniezione di un liquido di contrasto chiamato mezzo di contrasto visibile con uno speciale rilevatore che utilizza Raggi X detto angiografo.
La vena dilatata viene quindi chiusa in maniera selettiva utilizzando una schiuma formata da una parte di farmaco sclerosante ed una parte di anidride carbonica, gas biocompatibile. Questa schiuma detta anche "mousse" farà collabire le pareti del vaso chiudendolo in maniera istantanea e duratura. Non utilizziamo aria nella preparazione della schiuma ma solo anidride carbonica medicale in quanto più sicura.
Talvolta si rende necessario l'utilizzo di spirali di vari materiali che servono a chiudere come un tappo la vena qualora la schiuma non bastasse.
Finito l'intervento si sfila il catetere e si applica un tamponcino all'inguine per comprimere la vena dalla quale si è entrati. Non si applicano punti di sutura (non si usano "punti").
Il paziente torna in camera dove resta in osservazione per 4-6 ore per poi ritornare a casa e riprendere le normali attività dopo 1-2 giorni.
Non è infrequente che il paziente dopo la cura del varicocele tramite intervento endovascolare avverti un "fastidio" simile a quello che avvertiva prima dell'intervento che in genere dura qualche giorno.
Tutti i pazienti vengono ricontrollati ad 1 mese e a 6 mesi con un esame eco-color-doppler di controllo.
La nostra casistica ha mostrato un miglioramento statisticamente significativo dello spermiogramma dopo l'intervento a 6 mesi dall'intervento. Il tasso di recidive con l'intervento di embolizzazione endovascolare del varicocele è del 5% con un successo tecnico del 98%.
L'intervento endovascolare per il trattamento del varicocele al contrario dell'intervento chirurgico NON richiede anestesia generale o epidurale e non ha come complicanza l'insorgenza di un idrocele testicolare (raccolta di liquido attorno al testicolo) presente in circa il 15% dei pazienti operati con l'intervento chirurgico classico (la metà di questi pazienti dovrà essere operato con un intervento di idrocelectomia in anestesia totale o spinale); inoltre non essendoci punti di sutura il ritorno alle normali attività quotidiane è molto più veloce.

 

Punti di forza dell'intervento endovascolare per la cura del varicocele:

  • Non richiede anestesia totale o spinale
  • Ha meno incidenze di recidive
  • Il paziente torna velocemente alle normali attività quotidiane
  • Non ha come complicanza l'idrocele post chirurgico
  • Non si applicano punti di sutura

Rimedi per prevenire le vene varicose durante la gravidanza

I fattori genetici sono la prima causa dell'insorgenza delle vene varicose nelle donne ma le fluttuazioni ormonali, durante questa delicata fase, insieme ad altri fattori giocano un ruolo determinante.

Tutte le vene hanno il compito di riportare il sangue dalla periferia verso il cuore per ossigenarlo e depurarlo dei metaboliti accumulati; durante la gravidanza altri fattori entrano in gioco: per esempio l'utero che cresce comprime le vene centrali che si trovano sul lato destro (la vena cava) creando una pressione che si trasmette alle vene delle gambe; il volume plasmatico tende ad aumentare durante la gravidanza e questo comporta un sovraccarico del sistema venoso; i livelli ormonali nella gravida variano notevolmente, per esempio il progesterone tende ad aumentare e quest'ormone causa una vasodilatazione che contribuisce allo sfiancamento venoso.

Per prevenire la progressione della malattia varicosa durante la gravidanza si consiglia:

- Fare esercizio fisico per mantenere una buona circolazione

- Mangiare frutta e verdura per prevenire la stitichezza

- Cercare di mantenere il peso suggerito dal ginecologo durante tutta la gravidanza (non più di 10-12 chilogrammi)

- Mantenere le gambe sollevate ogni qual volta è possibile

- Cercare di evitare di mantenere una posizione o sempre seduta o all'impiedi ma cercare di muoversi ad intervalli regolari

- Uno dei rimedi più utili è forse l'utilizzo di calze elastiche con compressione graduata opportuna valutata solo dopo un esame ecocolordoppler accurato: le calze agiscono creando una compressione differenziata, più forte alla caviglia e via via più debole verso la coscia, in maniera da favorire il ritorno venoso

 Non sono rare le varici pelviche che devono essere attentamente monitorate e studiate dopo la gravidanza con un esame eco-color-doppler transvaginale per la ricerca del varicocele pelvico.

Presso il nostro Centro eseguiamo tutti i tipi di eco-color-doppler (compreso il transvaginale con sonda endocavitaria) e siamo in grado di offrire anche il trattamento del varicocele pelvico con l'intervento di embolizzazione con catetere.

 

Diagnosi Trombosi Venosa

 

 

Controllo dopo trattamento medico della trombosi ad 1 mese

 

 

Trombosi causata da Cisti di Baker

 

Le vene possono essere colpite da trombosi: questa è una patologia seria, in alcuni casi fatale, causata dalla occlusione parziale o totale di una vena a causa della  formazione di un coagulo o "trombo". 

Se il trombo si sposta e migra verso il polmone allora si ha l'Embolia Polmonare, una condizione seria che mette a rischio la vita.

I fattori di rischio della trombosi venosa profonda sono:

  • prolungata inattività
  • vita sedentaria
  • obesità
  • fumo di sigaretta
  • pillola anticoncezionale
  • gravidanza
  • malattie (cancro e disordini della coagulazione)
  • vene varicose

Sintomi della trombosi venosa profonda:

  • rossore
  • gonfiore
  • dolore
  • calore
  • alcune trombosi venose profonde possono essere del tutto asintomatiche

La diagnosi si pone grazie all'eco-color-doppler che permette di visualizzare le vene profonde e soprattutto valutare la presenza di flusso all'interno di esse.

Talvolta può essere necessario ricorrere ad altri esami del sangue (D-dimero) o TC.

 La terapia prevede l'utilizzo di farmaci che rendono più "fluido" il sangue ed aiutano a "rompere" il trombo: gli anticoagulanti.

In alcuni casi è possibile rimuovere meccanicamente il trombo con un intervento endovascolare eseguito dal radiologo vascolare interventista.