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Brochure sulle vene varicose

Varicocele

Una delle patologie venose più frequenti tra i giovani maschi è il varicocele

Il varicocele è una patologia che interessa il sistema vascolare del testicolo, caratterizzata da dilatazione ed incontinenza delle vene testicolari (o spermatiche) che permettono al sangue che arriva al testicolo di ritornare ad ossigenarsi.

Esiste anche il varicocele femminile, definito anche come insufficienza venosa pelvica, caratterizzato da una dilatazione delle vene ovariche che è causa di dolore pelvico cronico. 

Nel maschio esso è spesso associato ad una diminuzione della fertilità in quanto gli spermatozoi non riescono a riprodursi in maniera efficiente a causa dell'aumento di temperatura all'interno dei testicoli.

Nella donna il varicocele pelvico è spesso associato ad un dolore cronico sia durante i rapporti sessuali che a riposo.

Per una corretta diagnosi è necessario un esame eco-color-doppler accurato che permette di evidenziare il reflusso nelle vene spermatiche (nell'uomo) e nelle vene ovariche (nella donna).

Presso il nostro centro eseguiamo questo tipo di esame e successivamente siamo in grado di offrire il trattamento endovascolare.

Quest'ultimo prevede un ricovero in day hospital per l'esecuzione della flebografia e dell'embolizzazione: con questa tecnica, sotto guida angiografia, in anestesia locale,si chiude la vena dilatata causa del reflusso, con grande selettività.

La nostra casistica mostra un miglioramento dello spermiogramma nell'uomo e della sintomatologia dolorosa nella donna in più dell'80% dei casi trattati inoltre è ampiamente dimostrato come il trattamento endovascolare sia gravato da una minore incidenza di recidive rispetto al trattamento chirurgico tradizionale.

 

Trattamento del varicocele pelvico femminile
con iniezione di schiuma sclerosante sotto guida flebografica

 

Protocollo nell'intervento varicocele

Il protocollo prevede per tutti i pazienti:

Esame eco-color-doppler sia in clino che in ortostatismo con ecografo dedicato con sonda ad alta frequenza; l'esame è effettuato sia in clinostatismo (paziente sdraiato) che in ortostatismo (all'inpiedi) e vengono esaminate le vene che drenano i testicoli, il plesso pampiniforme, le vene iliache, femorali e le vene renali; il paziente viene invitato ad effettuare la manovra di Valsalva (ovvero gli si chiede di comprimere i muscoli della pancia e trattenere l'aria) questo per esaminare il flusso all'interno delle vene durante l'aumento della pressione nell'addome.
L'esame è completato con una ecografia testicolare al fine di una misurazione esatta del volume testicolare (in alcuni casi il varicocele può essere associato ad una riduzione del volume testicolare) ed eventualmente vengono evidenziate la presenza di idrocele (accumulo di liquido intorno alla tunica albuginea, membrana che riveste il testicolo) oppure di eventuali cisti o noduli. Al termine dell'esame al paziente viene rilasciato un referto dettagliato con le immagini ecografiche con la diagnosi di varicocele ed il suo grado (da 1 a 5).

Nella donna invece si utilizza una sonda endocavitaria quindi trans-vaginale per la corretta valutazione dell'utero, ovaie e delle vene che in caso di varicocele pelvico appariranno dilatate e refluenti. L'esame anche in questo caso viene effettuato sia in clino che in ortostatismo ed è sempre assistito da una infermiera qualificata presente durante l'esecuzione dell'esame.

Il paziente positivo al doppler diventa un candidato alla flebografia: questo è un esame eseguito in struttura ospedaliera in regime di day-hospital. 

Il giorno dell'intervento tutti i pazienti effettuano: visita anestesiologica (anche se non si utilizza l'anestesia totale o epidurale tutti i pazienti hanno una valutazione da parte dell'anestesista che è sempre in sala durante tutti gli interventi), visita cardiologica con elettrocardiogramma, radiografia del torace ed esami del sangue e delle urine.
Con la flebografia si conferma la diagnosi eco-color-doppler tramite la colorazione dell'albero venoso pelvico per mezzo di un catetere introdotto all'interno della vena femorale e l'iniezione di un liquido di contrasto chiamato mezzo di contrasto visibile con uno speciale rilevatore che utilizza Raggi X detto angiografo.
La vena dilatata viene quindi chiusa in maniera selettiva utilizzando una schiuma formata da una parte di farmaco sclerosante ed una parte di anidride carbonica, gas biocompatibile. Questa schiuma detta anche "mousse" farà collabire le pareti del vaso chiudendolo in maniera istantanea e duratura. Non utilizziamo aria nella preparazione della schiuma ma solo anidride carbonica medicale in quanto più sicura.
Talvolta si rende necessario l'utilizzo di spirali di vari materiali che servono a chiudere come un tappo la vena qualora la schiuma non bastasse.
Finito l'intervento si sfila il catetere e si applica un tamponcino all'inguine per comprimere la vena dalla quale si è entrati. Non si applicano punti di sutura (non si usano "punti").
Il paziente torna in camera dove resta in osservazione per 4-6 ore per poi ritornare a casa e riprendere le normali attività dopo 1-2 giorni.
Non è infrequente che il paziente dopo la cura del varicocele tramite intervento endovascolare avverti un "fastidio" simile a quello che avvertiva prima dell'intervento che in genere dura qualche giorno.
Tutti i pazienti vengono ricontrollati ad 1 mese e a 6 mesi con un esame eco-color-doppler di controllo.
La nostra casistica ha mostrato un miglioramento statisticamente significativo dello spermiogramma dopo l'intervento a 6 mesi dall'intervento. Il tasso di recidive con l'intervento di embolizzazione endovascolare del varicocele è del 5% con un successo tecnico del 98%.
L'intervento endovascolare per il trattamento del varicocele al contrario dell'intervento chirurgico NON richiede anestesia generale o epidurale e non ha come complicanza l'insorgenza di un idrocele testicolare (raccolta di liquido attorno al testicolo) presente in circa il 15% dei pazienti operati con l'intervento chirurgico classico (la metà di questi pazienti dovrà essere operato con un intervento di idrocelectomia in anestesia totale o spinale); inoltre non essendoci punti di sutura il ritorno alle normali attività quotidiane è molto più veloce.

 

Punti di forza dell'intervento endovascolare per la cura del varicocele:

  • Non richiede anestesia totale o spinale
  • Ha meno incidenze di recidive
  • Il paziente torna velocemente alle normali attività quotidiane
  • Non ha come complicanza l'idrocele post chirurgico
  • Non si applicano punti di sutura